Nel parco in cui abito ci sono quattro palazzi l'uno di fronte all'altro, non troppo vicini ma neanche troppo lontani. E' in parte per questo motivo che circa venti anni fa, mi persuadevo ci fossero tutte le condizioni perché io potessi raggiungere l'appartamento del bambino che mi piaceva.
Nulla di eccezionale in questo, non fosse che ero convinta di riuscirci saltando dal balcone di casa mia e nuotando nell'aria con lo stile di un carlino.
Sapevo che mio padre si sarebbe dimenato alla stregua di un porco semisgozzato se l'avessi fatto, così quando dormiva a culo aperto negli afosi pomeriggi estivi, ne approfittavo per uscire fuori al terrazzo e valutare la strategia da adottare.
Non ho mai messo in pratica le mie teorie e questo per pura pigrizia.
L'unico momento della giornata in cui potevo mettere in atto il mio piano, infatti, era lo stesso in cui potevo distendermi comodamente sul letto per godere dei mie cartoni preferiti...così puntualmente desistevo nell'intento, rimandando a tempi migliori.
Potrei dire che i cartoni animati mi hanno salvato la vita.
Nonostante ciò che hanno fatto per me, negli anni ho incominciato ad ignorarli interessandomi ai film.
Prima quelli per bambini, poi i thriller, i porno, gli horror, i porno, i porno e gli altri generi.
L'unica costante in tutta la mia vita sono stati i documentari, in particolar modo quelli riguardanti gli esseri viventi...qualsiasi essi fossero.
Il motivo per cui mi sono sempre piaciuti questo tipo di documentari, non è da ricercare nella possibilità di arricchire la mia misera e polverosa enciclopedia mentale quanto piuttosto nella possibilità di immedesimarmi, per quel paio di ore scarse, negli occasionali protagonisti dei sopramenzionati con tutto il personale appagamento che ne potesse derivare.
Sì facce da culo sguarrato, avete capito bene.
Immedesimarmi in una giraffa, un barbagianni, un efemerottero o una piattola mi rasserena di più di una scopata dopo giorni di astinenza.
Un animale non deve fare nulla di più che procurarsi il cibo, chiavare e dormire. Nelle peggiori delle ipotesi difendersi da un predatore e patire tutt'al più un po' di dolore fisico.
Scontare la pena di essere un animale razionale, mi fa pensare che in una vita precedente io sia stata una sadica zoccolona pluriomicida. Se non fosse che Aileen Carol Wuornos è morta nel 2002 sarei convinta che non sussista alcuna differenza tra il mio spirito e quello che un tempo era il suo.
Se esiste un dio, lo pregherei di non farmi più rivivere un simile supplizio.
Magari potrei rinascere ghepardo, meglio rana dorata ma francamente mi accontenterei di essere anche uno stupido cincillà piuttosto che essere una donna.
Fantasticando su una realtà utopica potrei rinascere gesso, quarzo o avorio ed elideremmo il problema sul nascere.
Se proprio però sono costretta a rinascere come animale razionale, porco dio, quantomeno vorrei rivivere nei panni di un uomo...così che il mio unico pensiero sarebbe in che posizione scoparmi il cane.
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06 ottobre 2011
29 agosto 2011
False aspettative e probabili futuri
Sapete, quando ero ancora una casta bimbetta di quattro/cinque anni ricordo che amavo scorrazzare gioiosa nel prato di casa con arco e frecce in spalla cantando "urka urka tirulero oggi splende il sol", tentando di vincere il primato di scimmia più abile nell'arrampicata e catturando lucertole che facevo ingozzare con insetti di ogni tipo.
Quasi contemporaneamente, incominciai a fare scorta di stuzzicadenti che ponevo tra le mie labbra ancora illibate per ripetere sprezzante, a chiunque incontrassi lungo il mio tragitto "lo vedi questo stecchino? Io te lo infilo nelle palle e ci faccio uno spiedino...che schifo!".
Questa cosa non rese particolarmente orgoglioso mio padre, il quale per darmi una lezione mi costrinse a guardarlo mentre si trafiggeva lo scroto con uno stuzzicadenti un po' troppo acuminato.
Fu allora che decisi di far diventare quella che era una semplice emulazione, una vera e propria mania.
Dopo qualche anno iniziai a sognare di diventare un'astronauta, perché desideravo essere inghiottita da un buco nero fantasticando su realtà parallele dalle quali non sarei più potuta tornare indietro e meditando sul senso della vita, a tal punto da comprendere solo ora come conoscessi molte più teorie filosofiche all'età di dieci anni che ora.
Con il tempo ho poi scoperto che l'unico buco nero di cui potessi mai avere esperienza sarebbe stato un fetido antro buio ben lontano dall'essere oggetto di studio delle scienze astronomiche.
All'età di tredici anni, scombussolata dagli ormoni, decisi che tempo qualche anno e avrei fatto la puttana per strade poco trafficate.
Iniziai così a contare i giorni che mi separavano dalla mia prima scopata, ma dovetti aspettare diversi anni prima che ciò accadesse, così da ammazzare il tempo temendo di morire zitella e verginella.
Da sempre fantastico di vivere una realtà simile a quella di Wolfenstein o Rambo, tale che se non ci fosse il pisello del mio fidanzato ad onorarmi regolarmente penserei di essere una lesbica finita.
Per ventiquattro anni di vita ho ininterrottamente interloquito e stretto mani a nevrotici e bigotte schizofreniche, esperienza che mi ha reso particolarmente incline allo studio della mente umana...così che se il mio cervello non avesse stabilito di farmi piegare a 90° per farmi schiaffare in culo da me medesima un fallo di improbabili dimensioni, ora starei degustando il momento in cui avrei indossato un lungo camice bianco mentre un odierno Ellenberger sarebbe applicato in un metaforico pompino, speranzoso di gloria riflessa...ma allo stato attuale ho ottime ragioni per credere che finirò a sgravare bambini in una casa malridotta della 167.
Quasi contemporaneamente, incominciai a fare scorta di stuzzicadenti che ponevo tra le mie labbra ancora illibate per ripetere sprezzante, a chiunque incontrassi lungo il mio tragitto "lo vedi questo stecchino? Io te lo infilo nelle palle e ci faccio uno spiedino...che schifo!".
Questa cosa non rese particolarmente orgoglioso mio padre, il quale per darmi una lezione mi costrinse a guardarlo mentre si trafiggeva lo scroto con uno stuzzicadenti un po' troppo acuminato.
Fu allora che decisi di far diventare quella che era una semplice emulazione, una vera e propria mania.
Dopo qualche anno iniziai a sognare di diventare un'astronauta, perché desideravo essere inghiottita da un buco nero fantasticando su realtà parallele dalle quali non sarei più potuta tornare indietro e meditando sul senso della vita, a tal punto da comprendere solo ora come conoscessi molte più teorie filosofiche all'età di dieci anni che ora.
Con il tempo ho poi scoperto che l'unico buco nero di cui potessi mai avere esperienza sarebbe stato un fetido antro buio ben lontano dall'essere oggetto di studio delle scienze astronomiche.
All'età di tredici anni, scombussolata dagli ormoni, decisi che tempo qualche anno e avrei fatto la puttana per strade poco trafficate.
Iniziai così a contare i giorni che mi separavano dalla mia prima scopata, ma dovetti aspettare diversi anni prima che ciò accadesse, così da ammazzare il tempo temendo di morire zitella e verginella.
Da sempre fantastico di vivere una realtà simile a quella di Wolfenstein o Rambo, tale che se non ci fosse il pisello del mio fidanzato ad onorarmi regolarmente penserei di essere una lesbica finita.
Per ventiquattro anni di vita ho ininterrottamente interloquito e stretto mani a nevrotici e bigotte schizofreniche, esperienza che mi ha reso particolarmente incline allo studio della mente umana...così che se il mio cervello non avesse stabilito di farmi piegare a 90° per farmi schiaffare in culo da me medesima un fallo di improbabili dimensioni, ora starei degustando il momento in cui avrei indossato un lungo camice bianco mentre un odierno Ellenberger sarebbe applicato in un metaforico pompino, speranzoso di gloria riflessa...ma allo stato attuale ho ottime ragioni per credere che finirò a sgravare bambini in una casa malridotta della 167.
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