Stando ai miei calcoli, tra un arco di tempo discretamente breve mi starò cospargendo uno sgradevole olio abbronzante sulla pelle, nel tentativo di passare dal pallore imbarazzante che mi contraddistingue ad una carnagione quantomeno olivastra.
Il fatto che sarò costretta in un costume che, basandomi sulla dimensione delle mie chiappe, assumerà le fattezze di un tanga, mi ha dato modo di pensare a quelle sgualdrinelle anoressiche e non, che potendo vomiterebbero anche l'aria viziata che inspirano.
Piccoli cervelli avariati, lasciate che io termini il discorso prima di giungere a conclusioni affrettate.
Potrebbe sembrare che io faccia parte di quella cerchia di stronzetti arroganti che preferiscono guardare dall'alto verso il basso questi barilotti grondanti di dolore, piuttosto che meditare su quanto sia deludente la propria vita.
Non è così, palle disgustosamente sudate.
Indubbio è il mio fastidio per quelle viziatelle vittimiste che esaltano i disturbi alimentari come stili di vita, ingegnandosi in sbalorditivi rigurgiti salivari mentre con la loro Nikon D300S immortalano il proprio culo seminudo con l'intento di contemplarselo in un secondo momento.
In questi casi mi capita di immaginare che sarebbe mentalmente rilassante usare il capo di queste ultime al pari di uno sturacessi economico, così che queste siano destinate ad affogare nella loro stessa merda putrescente.
A differenza dei tanti tarati mentali che popolano questo mondo, però, vedo una netta differenza tra codeste e quelle che invece hanno effettivamente quel cazzo di problema, bramando che le cose cambino e/o lavorandoci su allo scopo di uscirne.
In quest'ultimo caso, infatti, sono ben restia dal puntare il dito contro, presumibilmente perché non amo defecare sulla sofferenza delle persone.
Certo, se credete che dietro il comportamento delle summenzionate si celi il semplice desiderio di apparire delle gnoccone da scopare, non posso far altro che biasimare il vostro cervello sottosviluppato ed immaginare i possibili e senz'altro più fruttuosi impieghi della vostra scatola cranica.
Se invece credete sia una reazione a quelli che sono traumi passati e dolori presenti, state incominciando ad usare un po' del vostro buon senso...ora dobbiamo solo elidere la parte in cui vi sentite migliori.
A tal proposito, a meno che mammina non vi abbia fatto campare in una campana di vetro per tutti questi anni o che non abbiate una raccomandazione dai piani alti, anche voi dovreste aver subito qualche shock...che so, scoprire che ha visto più cazzi il culo di vostro padre che la vagina di Jenna Jameson, scorgere vostra sorella di 120 kg mentre si sta facendo una sgroppata con un cetriolino o capire che non vi mettete il pisello tra le cosce solo per testare quanta distanza sussiste tra lo stesso e il vostro orifizio anale.
Nonostante tutti gli sforzi riposti nell'affrontare quelli che sono dei traumi più o meno gravi, tale da dare a voi stessi un'immagine della vostra persona inverosimilmente stimabile, sappiate che questi continueranno ad influenzare la vostra esistenza in maniera subdola e latente.
...Ed è così che nascono gli scassacazzi che si lagnano per le più futili puttanate, le mignotte esuberanti, quelli che fanno della provocazione un mezzo di comunicazione, chi sente il bisogno di metterlo sempre in culo a qualcuno, chi predilige scopare con i sessantenni piuttosto che con i coetanei, i gelosi opprimenti, gli ansiosi tormentati, chi non riesce a stare da solo e chi invece crede di non aver bisogno di nessuno al proprio fianco, ecco che prendono forma le più svariate perversioni sessuali...
Insomma, quello che voglio dire cari i miei giudici altezzosi, è che secondo il mio modestissimo parere non esistono persone sane e se voi credete di essere un'eccezione siete solo dei cazzo di presuntuosetti disturbati.
Nell'attesa che lo spirito evocato di qualche falsificazionista mi pisci in testa, vorrei che voi mi concedesse (qualora non foste d'accordo con me) quantomeno di affermare che tra normalità e anormalità sussiste una differenza alquanto soggettiva nonchè una linea di demarcazione troppo sottile, tale che personalmente, a meno che lo psicopatico di turno non lede la mia persona (anche potenzialmente), sto imparando a cacarmi in bocca ogni qual volta commetto l'errore di esprimere superficiali giudizi su quelle che sono le debolezze altrui e i comportamenti rivelatori delle stesse, rendendomi conto come io stessa, in quanto a sanità mentale, lascio molto a desiderare.
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29 luglio 2011
20 giugno 2011
Quando lo studio fotte il cervello
Lo so...lo so...siete arrabbiati con me per la mia prolungata assenza e credete che il modo migliore di farmelo capire, sia boicottare apparentemente questo blog.
Ora però mammina è tornata e ha bisogno di un caloroso benvenuto, quindi venite a leccarle il culo come dio comanda.
L'altro giorno stavo pensando ai tempi del liceo.
Passare l'adolescenza tra vecchie bigotte e troiette dalle chiappe strette, è stato decisamente più seccante di un prolasso anale post inculata.
A quell'età due sono le strade che presumibilmente avrei potuto prendere: o diventare una puttanella conformista con la puzza sotto il naso, o incominciare a provare repulsione per qualsiasi persona ricordi la chiusura mentale tipica di quell'ambiente. Capirete, quindi, che se la suddetta persona è anche conservatrice, la voglia di pisciarle addosso dovrebbe aumentare esponenzialmente.
Ora...se io fossi una puttanella conformista con la puzza sotto il naso, starei qui ad informarvi della sinfonia di scorregge che mio padre mi ha costretto ad ascoltare per tutta la notte?
Direi di no, finocchietti repressi.
Questo non deve di certo farvi credere che io sia un'impavida ribelle che lotta quotidianamente per le proprie scelte, contro una famiglia tradizionalista vittima di una società ipocritamente benpensante.
La battaglia più interessante che io abbia mai portato avanti, è stata quella di bandire mio fratello dalla mia stanza, per evitare che il tanfo delle sue ascelle mandasse in cancrena l'olfatto di Sponky, il criceto che ho trovato nel culo del mio fidanzato qualche annetto fa.
NdR: battaglia orgogliosamente vinta.
...Ma ritornando al nocciolo della questione, quei cinque anni hanno sancito l'inesorabile inizio della mia misantropia.
Non essendo più costretta in ambienti che non mi confanno, potreste pensare che io abbia riacquistato giustamente fiducia in quell'ammasso informe che voi chiamate "essere umano".
Le cose non stanno così, lardosi dal cazzo più piccolo di un clitoride.
Ai tempi in cui non sapevo dell'esistenza di YouPorn ed ero costretta ad accontentarmi dei discutibili filmini porno scaricati sul pc di mio fratello, potevo giustificare la presenza di cotanta demenza sulla base del luogo in cui passavo buona parte della mia giornata, risaputo centro nevralgico di fascistoni e ciuccacazzi "tutte casa e chiesa".
Fantasticavo quindi su una realtà esterna, profondamente diversa ed illuminata.
Mi sbagliavo, e voi disturbati mentali ne siete la conferma.
Questo negli anni mi ha reso estremamente selettiva nella scelta delle persone con cui intrattenere rapporti di amicizia e/o altro.
Evidentemente però quando mio fratello, raggirandomi astutamente, mi scorreggiò in faccia all'età di cinque anni, dovette recarmi dei danni celebrali molto più importanti di quello che ho sempre creduto. Nonostante i miei esigenti criteri di valutazione infatti, dopo un tot di tempo di esperienza vissuta a contatto con quello che potremmo definire un "eletto", nell'80% dei casi il suddetto rivela di avere il culo al posto del capo e stronzi fulminanti al posto di sinapsi...così che ben potete comprendere il motivo per cui, ogni qual volta ascolto la frase deandriana "ha il cuore troppo vicino al buco del culo", il mio pensiero viene immediatamente rivolto a queste persone.
Conclusione e nucleo di questo intervento è che da discreto tempo a questa parte, ho consapevolmente accettato quelle persone che credevo essere dei modelli positivi, sfruttandone efficacemente tutta la reale negatività.
Ascoltando le palle di merda esplicate da queste capre presuntuosamente inconsapevoli e osservando il loro risibile comportamento, infatti, ho capito di potermi offrire un ulteriore mezzo di valutazione per realizzare come non voglio diventare ed eventualmente, per riconoscere ed estirpare i difetti in comune con codeste persone.
Ora però mammina è tornata e ha bisogno di un caloroso benvenuto, quindi venite a leccarle il culo come dio comanda.
L'altro giorno stavo pensando ai tempi del liceo.
Passare l'adolescenza tra vecchie bigotte e troiette dalle chiappe strette, è stato decisamente più seccante di un prolasso anale post inculata.
A quell'età due sono le strade che presumibilmente avrei potuto prendere: o diventare una puttanella conformista con la puzza sotto il naso, o incominciare a provare repulsione per qualsiasi persona ricordi la chiusura mentale tipica di quell'ambiente. Capirete, quindi, che se la suddetta persona è anche conservatrice, la voglia di pisciarle addosso dovrebbe aumentare esponenzialmente.
Ora...se io fossi una puttanella conformista con la puzza sotto il naso, starei qui ad informarvi della sinfonia di scorregge che mio padre mi ha costretto ad ascoltare per tutta la notte?
Direi di no, finocchietti repressi.
Questo non deve di certo farvi credere che io sia un'impavida ribelle che lotta quotidianamente per le proprie scelte, contro una famiglia tradizionalista vittima di una società ipocritamente benpensante.
La battaglia più interessante che io abbia mai portato avanti, è stata quella di bandire mio fratello dalla mia stanza, per evitare che il tanfo delle sue ascelle mandasse in cancrena l'olfatto di Sponky, il criceto che ho trovato nel culo del mio fidanzato qualche annetto fa.
NdR: battaglia orgogliosamente vinta.
...Ma ritornando al nocciolo della questione, quei cinque anni hanno sancito l'inesorabile inizio della mia misantropia.
Non essendo più costretta in ambienti che non mi confanno, potreste pensare che io abbia riacquistato giustamente fiducia in quell'ammasso informe che voi chiamate "essere umano".
Le cose non stanno così, lardosi dal cazzo più piccolo di un clitoride.
Ai tempi in cui non sapevo dell'esistenza di YouPorn ed ero costretta ad accontentarmi dei discutibili filmini porno scaricati sul pc di mio fratello, potevo giustificare la presenza di cotanta demenza sulla base del luogo in cui passavo buona parte della mia giornata, risaputo centro nevralgico di fascistoni e ciuccacazzi "tutte casa e chiesa".
Fantasticavo quindi su una realtà esterna, profondamente diversa ed illuminata.
Mi sbagliavo, e voi disturbati mentali ne siete la conferma.
Questo negli anni mi ha reso estremamente selettiva nella scelta delle persone con cui intrattenere rapporti di amicizia e/o altro.
Evidentemente però quando mio fratello, raggirandomi astutamente, mi scorreggiò in faccia all'età di cinque anni, dovette recarmi dei danni celebrali molto più importanti di quello che ho sempre creduto. Nonostante i miei esigenti criteri di valutazione infatti, dopo un tot di tempo di esperienza vissuta a contatto con quello che potremmo definire un "eletto", nell'80% dei casi il suddetto rivela di avere il culo al posto del capo e stronzi fulminanti al posto di sinapsi...così che ben potete comprendere il motivo per cui, ogni qual volta ascolto la frase deandriana "ha il cuore troppo vicino al buco del culo", il mio pensiero viene immediatamente rivolto a queste persone.
Conclusione e nucleo di questo intervento è che da discreto tempo a questa parte, ho consapevolmente accettato quelle persone che credevo essere dei modelli positivi, sfruttandone efficacemente tutta la reale negatività.
Ascoltando le palle di merda esplicate da queste capre presuntuosamente inconsapevoli e osservando il loro risibile comportamento, infatti, ho capito di potermi offrire un ulteriore mezzo di valutazione per realizzare come non voglio diventare ed eventualmente, per riconoscere ed estirpare i difetti in comune con codeste persone.
09 aprile 2011
Debolezze
Devo ammettere che quando ho aperto questo blog, sentivo la necessità di avere dei lettori fissi.
Gente sconosciuta a cui presentare una caterva di puttanate, identiche per tematiche a quelle scritte da migliaia di altre persone.
Non vorrei sbagliarmi, ma in più di una circostanza credo anche di essermi pisciata addosso dall'emozione alla visione di qualche commento.
A distanza di quasi due mesi però, l'entusiasmo che posso provare per la vostra più o meno presenza in questo blog, è sommariamente paragonabile all'interesse che può suscitare in me la morte di un coleottero nell'altra parte del mondo.
O anche a due metri di distanza ora che ci penso.
Non ci è voluto molto per capire come funzionano le cose nella rete.
Un rottinculo lascia un commento, il novellino risponde tra una pisciata emotiva e un'altra, uno scambio di inutili opinioni ed ecco iniziata una virtuale amicizia platonica in cui ci si spompina a vicenda, per il solo semplice scopo di trovare qualche superfluo parere o inverosimile complimento al post del giorno.
Il tutto moltiplicato per un tot numero di coglioni, nella speranza di diventare un blogger di fama e spararsi la posa con gli amici sfigati.
...Che grande ricchionata.
Detto questo, cazzoni che non siete altro, è giusto informarvi che farsi pubblicità gratuita qui sopra è produttivo quanto annusarsi orgogliosamente le scorregge dopo una fagiolata piccante con gli amici.
Dovreste essere perfettamente in grado di rendervi conto da soli che questo posto è un fetillo abbandonato.
Inoltre a meno che non mi colpiate o non ci sia un'inspiegabile propensione verso ciò che scrivete, molto probabilmente il massimo che potete aspettarvi da me è che legga distrattamente i primi due periodi del vostro ultimo intervento.
Gente sconosciuta a cui presentare una caterva di puttanate, identiche per tematiche a quelle scritte da migliaia di altre persone.
Non vorrei sbagliarmi, ma in più di una circostanza credo anche di essermi pisciata addosso dall'emozione alla visione di qualche commento.
A distanza di quasi due mesi però, l'entusiasmo che posso provare per la vostra più o meno presenza in questo blog, è sommariamente paragonabile all'interesse che può suscitare in me la morte di un coleottero nell'altra parte del mondo.
O anche a due metri di distanza ora che ci penso.
Non ci è voluto molto per capire come funzionano le cose nella rete.
Un rottinculo lascia un commento, il novellino risponde tra una pisciata emotiva e un'altra, uno scambio di inutili opinioni ed ecco iniziata una virtuale amicizia platonica in cui ci si spompina a vicenda, per il solo semplice scopo di trovare qualche superfluo parere o inverosimile complimento al post del giorno.
Il tutto moltiplicato per un tot numero di coglioni, nella speranza di diventare un blogger di fama e spararsi la posa con gli amici sfigati.
...Che grande ricchionata.
Detto questo, cazzoni che non siete altro, è giusto informarvi che farsi pubblicità gratuita qui sopra è produttivo quanto annusarsi orgogliosamente le scorregge dopo una fagiolata piccante con gli amici.
Dovreste essere perfettamente in grado di rendervi conto da soli che questo posto è un fetillo abbandonato.
Inoltre a meno che non mi colpiate o non ci sia un'inspiegabile propensione verso ciò che scrivete, molto probabilmente il massimo che potete aspettarvi da me è che legga distrattamente i primi due periodi del vostro ultimo intervento.
21 marzo 2011
Rivelazioni
Pensavo che se in questo momento potessi far esaudire un mio desiderio, senz'altro sceglierei di ficcare nel deretano di ogni singola entità umana un possente petardo di V categoria e, una volta accesa la miccia detonante, mi godrei lo spettacolo dei vostri culi che saltano sincronicamente in aria come in una coreografia della Fracci.
Sì, adorabili teste di cazzo, se state pensando che io tendo ad assimilare l'intera umanità ad un ammasso di merda marcescente cacato dal culo di un dio sadico e bastardo, non posso che darvi ragione.
Nel caso in cui le mie parole abbiano urtato il vostro dolce animo sensibile, mi scuso per non potervi pisciare in faccia personalmente ma mi vedo costretta, per evidenti limitazioni, a delegare tale compito a voi stessi.
Detto questo, è giusto sapere che Qualcuno ancor prima di essere un miscuglio di patetica misantropia, asocialità e cinismo, è un ridicolo filantropo deluso.
Capito coglioni? Un tempo Qualcuno era un filantropo. Uno di quelli che passava le proprie giornate a cercare di comprendere delle teste di cazzo come voi, che confidava nella moralità di vecchi preti arrapati e che provava a relazionarsi con delle puttane megere schizofreniche.
Qualcuno non era semplicemente un coglione. Qualcuno era un coglione che amava farselo mettere in culo per puro spirito altruistico.
Non preoccupatevi schifosi succhiacazzi, anche se i tempi sono cambiati, il fatto che alterno giorni di totale sconforto a giorni di sofferenza simpatetica/empatica, è sintomo che un po' di quella fetosa filantropia ancora mi scorre nelle vene. Passo dal volervi cacare in mano, ad imbarazzanti momenti di affetto e contagio emotivo.
Cosa cazzo vorrebbe significare tutto questo? Perché a volte sento ancora il bisogno di offrirvi il mio culo?
Forza, fate la vostra diagnosi del cazzo e pompate il vostro ego credendovi dei Freud.
Sì, adorabili teste di cazzo, se state pensando che io tendo ad assimilare l'intera umanità ad un ammasso di merda marcescente cacato dal culo di un dio sadico e bastardo, non posso che darvi ragione.
Nel caso in cui le mie parole abbiano urtato il vostro dolce animo sensibile, mi scuso per non potervi pisciare in faccia personalmente ma mi vedo costretta, per evidenti limitazioni, a delegare tale compito a voi stessi.
Detto questo, è giusto sapere che Qualcuno ancor prima di essere un miscuglio di patetica misantropia, asocialità e cinismo, è un ridicolo filantropo deluso.
Capito coglioni? Un tempo Qualcuno era un filantropo. Uno di quelli che passava le proprie giornate a cercare di comprendere delle teste di cazzo come voi, che confidava nella moralità di vecchi preti arrapati e che provava a relazionarsi con delle puttane megere schizofreniche.
Qualcuno non era semplicemente un coglione. Qualcuno era un coglione che amava farselo mettere in culo per puro spirito altruistico.
Non preoccupatevi schifosi succhiacazzi, anche se i tempi sono cambiati, il fatto che alterno giorni di totale sconforto a giorni di sofferenza simpatetica/empatica, è sintomo che un po' di quella fetosa filantropia ancora mi scorre nelle vene. Passo dal volervi cacare in mano, ad imbarazzanti momenti di affetto e contagio emotivo.
Cosa cazzo vorrebbe significare tutto questo? Perché a volte sento ancora il bisogno di offrirvi il mio culo?
Forza, fate la vostra diagnosi del cazzo e pompate il vostro ego credendovi dei Freud.
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02 marzo 2011
Vescica iperattiva
Buona parte delle volte che converso con qualcuno, il mio cervello ode simili stronzate che per una sorta di istinto protettivo tende a distaccarsi quanto possibile dalla realtà e ad immaginare che dalla bocca del minchione di turno, escano CONCRETI stronzi di merda.
Così quello che generalmente recepisco alla fine di una discussione, non è nient'altro che uno "splot splot prooot splot prrrrrooooot". La perdita di tempo che ne consegue mi porta, per una strana forma di legge del contrappasso, ad avere una voglia irrefrenabile di pisciare addosso al mio interlocutore.
Purtroppo la Costituzione italiana ancora non mi permette di appagare il mio ego in questo modo, e fin quando Berlusconi non si faccia venire voglia di attuare la pratica del pissing anche su persone non consenzienti, ho ragione di credere che riuscirò a soddisfare questo mio desiderio solo mentre sono nelle braccia di Morfeo...cosa che nel corso degli anni mi ha portato, qualche volta, a soffrire di enuresi notturna.
Capirete che se non fate parte di quelle (due) persone con cui trovo stimolante avere un confronto (a meno che non siate voi a scrivere questo intervento e io a leggerlo, escludete già il 50% delle possibilità), c'è una discreta probabilità che parlando con voi mi verrebbe voglia di pisciarvi addosso.
Detto questo, volevo solo informarvi che i vostri commenti mi fanno comodo per spararmi la posa con i miei amici, quindi qualsiasi porcata vi venga in mente di scrivere, scrivetela.
Così quello che generalmente recepisco alla fine di una discussione, non è nient'altro che uno "splot splot prooot splot prrrrrooooot". La perdita di tempo che ne consegue mi porta, per una strana forma di legge del contrappasso, ad avere una voglia irrefrenabile di pisciare addosso al mio interlocutore.
Purtroppo la Costituzione italiana ancora non mi permette di appagare il mio ego in questo modo, e fin quando Berlusconi non si faccia venire voglia di attuare la pratica del pissing anche su persone non consenzienti, ho ragione di credere che riuscirò a soddisfare questo mio desiderio solo mentre sono nelle braccia di Morfeo...cosa che nel corso degli anni mi ha portato, qualche volta, a soffrire di enuresi notturna.
Capirete che se non fate parte di quelle (due) persone con cui trovo stimolante avere un confronto (a meno che non siate voi a scrivere questo intervento e io a leggerlo, escludete già il 50% delle possibilità), c'è una discreta probabilità che parlando con voi mi verrebbe voglia di pisciarvi addosso.
Detto questo, volevo solo informarvi che i vostri commenti mi fanno comodo per spararmi la posa con i miei amici, quindi qualsiasi porcata vi venga in mente di scrivere, scrivetela.
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